La certificazione
La differenza tra dichiarare e dimostrare.
Un credito CSR non è una promessa. È un dato — verificato da un ente terzo, ancorato a un progetto reale, registrato su un archivio pubblico. Ecco come è costruita la garanzia.

Cos'è un credito CSR
Una prova fisica di recupero, resa consultabile.
CSR sta per Certified Sustainable Recovery. Ogni credito documenta il recupero di una quantità specifica di plastica, gestita secondo protocolli certificati. Non è una moneta virtuale: è la contropartita documentale di un'azione fisica.
- 10 crediti CSR = 1 kg di plastica effettivamente recuperato.
- Provenienza tracciata: progetto, data, area geografica, tipologia di polimero.
- Utilizzo una tantum: una volta ritirato per compensazione, il credito non è più riutilizzabile.
Le quattro garanzie
Come è costruita la credibilità del sistema.
La certificazione non è un adesivo. È l'insieme di standard, verifiche e registri che rendono il dato difendibile — davanti a un auditor, a un cliente B2B, a un giornalista attento.
Standard ISCC PLUS
ISCC PLUS è uno degli standard di sostenibilità e tracciabilità più riconosciuti in Europa per materiali riciclati e recuperati. Definisce come tracciare la filiera, come documentare le quantità e come gestire la catena di custodia.
Verifica indipendente Control Union
Control Union è un ente di certificazione internazionale che opera come parte terza. Verifica documenti, procedure e volumi con audit annuali. Non emette crediti: valida chi lo fa.
Identificatore univoco per ogni credito
Ogni credito CSR ha un identificatore che lo lega a un progetto specifico, a una data e a un volume verificato. Nessun doppio conteggio, nessun credito 'riutilizzabile'.
Registro blockchain pubblico
La registrazione dei crediti avviene su blockchain pubblica. Chiunque — cliente, auditor, giornalista — può consultare i movimenti nel tempo. La certificazione smette di essere un documento privato.
Perché la trasparenza è la miglior difesa
Il rischio greenwashing, spiegato bene.
La direttiva Green Claims dell'Unione Europea e le linee guida dell'AGCM italiana convergono su un punto: i claim ambientali devono essere specifici, verificabili e sostanziati. Un'affermazione come 'siamo un'azienda green' non regge — perché non è misurabile.
La certificazione Plastic Neutral è strutturata per rispondere in anticipo alle tre domande che qualunque auditor pone: quanto hai compensato, come hai misurato, chi ha verificato. Il registro pubblico aggiunge una quarta risposta: dove si può controllare.
Non è un obbligo di legge — non ancora. Ma è il modello a cui tutti gli obblighi in arrivo puntano. Chi si adegua adesso non rincorre più tardi.
Prossimo passo
Vuoi vedere un registro reale?
Ti mostriamo un esempio di record blockchain, il report di verifica associato e come si integra nel bilancio di sostenibilità.