Diario
Normativa8 aprile 20265 min di lettura

Responsabilità estesa del produttore: la plastica non è più solo un tema ambientale

La EPR sposta il costo di fine vita sul produttore. Chi immette imballaggi sul mercato paga in proporzione — a meno di dimostrare azioni di recupero.

La responsabilità estesa del produttore è passata dall'essere un principio a essere un calcolo di bilancio. Le tariffe di conferimento crescono, i contributi CONAI si articolano per tipologia di materiale, e i modelli di eco-design cominciano ad avere un impatto tangibile sui margini.

In questo scenario la compensazione plastica certificata non sostituisce l'adempimento normativo, ma lo affianca. Serve a dimostrare che, oltre a versare i contributi, l'azienda finanzia il recupero di quantità equivalenti alla plastica messa sul mercato. È una leva reputazionale e — sempre più spesso — un requisito nei capitolati B2B.

Chi progetta oggi il proprio piano di compensazione parte da tre dati: quantità di plastica immessa, mix di polimeri, geografia dei mercati serviti. Da lì si definisce il volume di crediti CSR necessari e si sceglie dove concentrare il recupero. La logica è la stessa dei crediti carbonio, ma con una differenza importante: la plastica è fisica, si vede, si pesa.

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